Giovanni Manca di Nissa

Prima pagina. Molentargius, il futuro è a rischio

Via libera alle gite nel Molentargius, ma il Parco rischia di rimanere all’asciutto. Non è un problema di vasche d’evaporazione, ma di contributi regionali (quasi un milione e mezzo all’anno) che verranno a mancare a partire dal 2008. A lanciare l’allarme sono stati ieri il presidente del consorzio di gestione Gigi Ruggeri e il direttore generale Mariano Mariani, approfittando della presentazione di un accordo con l’associazione per il parco, diretta dal presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana. I volontari avranno il compito di organizzare visite guidate nella zona umida, coinvolgere le scuole elementari e medie dei Comuni limitrofi al Parco, organizzare iniziative di sensibilizzazione e realizzare un centro d’educazione ambientale.

Via libera alle gite nel Molentargius, ma il Parco rischia di rimanere all’asciutto. Non è un problema di vasche d’evaporazione, ma di contributi regionali (quasi un milione e mezzo all’anno) che verranno a mancare a partire dal 2008. A lanciare l’allarme sono stati ieri il presidente del consorzio di gestione Gigi Ruggeri e il direttore generale Mariano Mariani, approfittando della presentazione di un accordo con l’associazione per il parco, diretta dal presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana. I volontari avranno il compito di organizzare visite guidate nella zona umida, coinvolgere le scuole elementari e medie dei Comuni limitrofi al Parco, organizzare iniziative di sensibilizzazione e realizzare un centro d’educazione ambientale.  “Molentargius è un grande laboratorio didattico”, spiega Tiana, “il nostro obiettivo è ospitare almeno una scolaresca al giorno. Ci saranno visite guidate e presto anche uno speciale pulmino attrezzato per le escursioni e un laboratorio interattivo per spiegare ai più giovani l’importanza di questa risorsa naturale”. Dopo sette anni dalla nascita e interminabili battaglie politiche, il Parco del Molentargius inizia a muovere i primi passi anche se ancora non si può reggere sulle proprie gambe. Per questo motivo ogni anno la Regione ha garantito un finanziamento di 1 milione e 400 mila euro per la gestione del compendio naturalistico e soprattutto per mantenere in funzione tutto il complesso sistema di canali e filtri naturali. Fino al 31 dicembre se ne occuperà il consorzio Ramsar che ha realizzato i lavori di risanamento ambientale nella zona umida. Poi tutte le competenze passeranno all’ente Parco dopo un breve periodo di transizione. Trasferimento in vista anche per i venti addetti (tra operai, ingegneri e biologi) specializzati nella gestione del sistema idraulico. I soldi della Regione, però, sono garantiti soltanto fino al 2007. A parte i fenicotteri, le prospettive non sono per niente rosee. “Non abbiamo garanzie per il futuro”, conferma il presidente del Parco e sindaco di Quartu Gigi Ruggeri, “il milione e 400 mila euro era concesso al Consorzio Ramsar per la gestione e il monitoraggio dell’ecosistema del Molentargius. Competenze che ora sono passate nelle nostre mani senza avere certezza sulle risorse a disposizione. Abbiamo necessità di un respiro temporale più ampio”. L’ente Parco richiederà all’assessorato regionale all’Ambiente di rendere stabile il contributo per la gestione dell’area umida. I costi, altrimenti, andrebbero a gravare sugli enti locali che fanno parte del consorzio di gestione: la Provincia e i Comuni di Cagliari, Quartu, Selargius e Quartucciu.

Molentargius punta anche sui finanziamenti regionali della Progettazione integrata per i quali è stata proposta la riapertura delle saline e l’avvio di altre attività di utilizzo a fini terapeutici dei sali e dei fanghi. Ulteriori iniziative, invece, mirano a una maggiore collaborazione con le Università e le organizzazioni scientifiche. Venerdì e sabato, l’Euro birds nets Italia effettuerà il censimento dei fenicotteri presenti nello stagno con la lettura degli anelli di riconosciemento. “D’ora in avanti”, commenta il direttore generale Mariano Mariani, “il consorzio del Parco dovrà garantire da solo l’equilibrio dell’ecosistema naturale e della fruizione dell’area protetta. Dovremo intervenire ancora su alcune criticità come, ad esempio, su un più puntuale controllo degli accessi al Parco”. Il consorzio di gestione ha pubblicato il bando per l’assunzione di sei professionisti che avranno il compito di elaborare il piano urbanistico della zona umida. “Con questo strumento”. Assicura Ruggeri, “si deciderà dove realizzare nuove infrastrutture, ma soprattutto si deciderà come affrontare il problema delle abitazioni a Medau Su Cramu: non si può continuare a fare i fenicotteri mettendo la testa sott’acqua”.

Giovanni Manca di Nissa

(Unioneonline)

Autore: giomdn Categoria: articoli Letto 38x volte martedì, 05.12.06 20:39:07 Permalink Punti "Karma": -3. Ti piace questo articolo? [SI/NO]

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